Sacro

{osservare con cura}

L’idea

Mentre fotografavo e elaboravo le tazze e facevo foto alla primavera del 2020 mi sono imbattuto in questi due libri e la loro potenza mi ha molto scosso.

Entrambi sono incentrati sul corpo e in entrambi il corpo subisce estrema violenza. Nella Carne la protagonista è vittima di violenza e stalking, Emma Glass produce un linguaggio simbolico violentissimo.

Di questo libro ho sia la versione cartacea, che vedete nella foto, che quella digitale, e mi sono dovuto ricredere in merito a una mia vecchia teoria.

Leggere La Carne in versione cartacea era impossibile…

Quando grazie agli mp3 e agli ebook mi era parso che finalmente i concetti, le narrazioni e la musica, fossero tornati alla loro vera natura mi ero sbagliato di grosso. Leggera La Carne nella versione cartacea a tratti era impossibile e per proseguire la lettura, pur di proseguire la lettura, passavo alla versione sul reader.

In nudo con filo spinato Pëtr Pavlenskij risponde a tutte le domande che gli vengono fatte sulle sue scelte artische, quando usando il proprio corpo protesta pubblicamente contro il regime, arrivando a inchiodare il proprio scroto sul selciato della piazza del Cremlino.

Ho capito l’importanza dei supporti fisici, la necessità del corpo come supporto indispensabile all’esistenza dell’essere umano e della sua espressione, in una libertà vincolata alla gravità del corpo.

Mi è parso chiaro che il corpo, tutto il corpo, fosse sacro, senza necessità e concorso di anima, in cui si può credere o meno, il Corpo è Sacro e di fatto la censura, applicata con leggi sovranazionali da tutti i social, è connivente con la cultura della violenza e dello stupro.

La censura è connievente con la cultura dello stupro.

I social, decidendo cosa si possa e non si possa vedere frazionano l’essere umano che trova piena esposizione solo nel porno o simil porno, un territorio dove l’uso e consumo, la violenza e sopraffazione sono spesso il linguaggio normale (ho scritto spesso!).

Ho pensato pertanto che dare forma a questa idea, anche se con i miei minimi mezzi e minima portata sociale, potesse essere un modo per reagire a questa condizione imposta e restituire la nostra totalità alla bellezza, per sottrarre la gravità del corpo a chi la nega e indirizzarla in senso artistico, quale che sia veramente poi l’arte o non arte delle mie elaborazioni…

Io

Lecito

Come potevo realizzare questa idea in un momento in cui tutti eravamo blindati in casa? E poi è stato subito chiaro che mi accingevo a parlare di corpo in un momento in cui tutti i corpi venivano separati e isolati.

Ho deciso di esporre le mie idee su Facebook e, visto che in pratica stavo chiedendo foto di nudo mi è sembrato giusto partire da me, fotografando i miei capezzoli per mostrare il tipo di elaborazione che intendevo fare.

Di fatto io, in quanto maschio, potevo pubblicare i miei capezzoli quando e dove volevo perché i miei erano e sono leciti…

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Incipit

Illecito/Illegittimo

Probabilmente mi ero espresso abbastanza chiaramente e hanno cominciato ad arrivare foto.

Qui sotto vedete le prime e trovo la loro presenza tutt’ora emozionante. La cosa divertente è che le elaborazioni non permettevano agli algoritmi della censura di individuare l’illecito, perché di questo si tratta, il seno della donna è illecito.

Mi pare ovvio con una cosa illegittima si possa fare e disfare tutto quello che passa per la testa.

Le immagini realizzate sono tante e per il momento pubblico solo questa piccola frazione, nei prossimi giorni deciderò come organizzare il resto nel modo migliore.

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Elaborazioni

grazie alla collaborazione

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