Quando l’amore bussa in ufficio

Ecco un film meraviglioso che tutti dovrebbero vedere. Andrebbe inserito nei programmi ministeriali di didattica nei cicli scolastici di primarie e superiori con approfondimenti sempre maggiori.

La trama:

Lei si ritrova a cospetto dell’ex del college quando lui diventa partner della sua azienda e ne risolleva le sorti. Dopo una sequenza di equivoci i due si amano.

La filosofia:

Aristotele, unità di luogo tempo e azione. L’ufficio. Per eventuali dubbi sull’unità di tempo vi rimando al Giorno della Marmotta senza scomodare gente di Tubinga.

Platone oltre che per l’assenza di carnalità anche per l’ufficio/caverna.

Socrate perché la narrazione ha un’evidenza maieutica cristallina.

La sceneggiatura:

Si sa di voler raccontare il ricongiungimento di due persone che si preparano al futuro quando il futuro diventa presente. Quando i due studenti hanno trovato un impiego.

Quindi.

Dagli scaffali delle librerie tematiche si prendono i campionamenti, le campionature, i frame, le costruzioni lessicali e grammaticali, i periodi e i dialoghi pertinenti e li si mette in un sacchetto.

Li si versa sul tavolo e poi li si ordina in modo credibile.

La libreria scelta è una buona libreria e quindi il risultato svolazza quel tanto che basta sopra al banale e non diventa mai troppo fastidioso o ridicolo.

Il film finisce con una velocissima zoomata all’indietro, perché sono finite le frasi, o meglio, ne rimangono 3 inutilizzabili: Togli quella cosa dal tavolo, perché non c’è nessun tavolo in scena, Ci sentiamo stasera, perché nessuno dei due protagonisti sta lasciando la scena, Ricordati l’ombrello, perché non sta piovendo.

“Ricorda Lao Tse: «Non vi è differenza tra i vivi e i morti. Sono un unico canale di vitalità». L’ha detto seicento anni prima di Cristo.”

Don DeLillo – Rumore Bianco.

La didattica:

Siamo tutti prefabbricati e ricombiniamo un copione, la nostra vita passa di contenitore in contenitore che gestiamo con i codici in nostro possesso. Il codice sorgente, il codice che scrive il codice, è convenzionale. Le ragioni che portano a disconoscere tutto come recita sono vanità, vanagloria, narcisismo e paura della morte. Il dolore o la sofferenza possono essere usati per confutare la recita, ma si tratta di aspettare il tempo necessario perché vengano smentiti uscendo di memoria. Tutti i successivi sono replica.

Morale:

Divertitevi!

Nota:

questo pezzo è stato scritto per ignoranza di cosa analoga scritta prima e probabilmente meglio, ed esibizionismo.

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