Quando è che non accade?

La masturbazione è un argomento sconveniente. Ha implicazioni adolescenziali che subito la collegano a immaturità. Inoltre, mentre nell’adolescenza rappresenta lo svelamento di un’altra dimensione, nel corso del tempo si incrosta come la chiglia di una nave, e assume connotazioni tacitamente condivise in maniera isometrica d’età, intelligenza, convinzioni e consapevolezza. L’idea della sconvenienza si infiltra in tutti. Una delle croste è l’incapacità di relazione, tra impotenza e fallimento. L’Altro, immaginario o immaginato, non ha incarnazione. Genera ansia da prestazione quando prende corpo. L’Altro è giudizio. Induce a simulare, voglia di guardare l’orologio. Chiede attenzione di per sé, senza che la meriti. La voglia di scappare che fa scappare. C’è un onanismo di scambio, con cui si dà e si prende il corpo in comodato d’uso, in cui al godimento segue una voragine. La coppia fissa non fa eccezione, ricordo un tizio che si era accordato con la moglie sul mercoledì. Il narcisista tenta di colmarla con la reiterazione e l’accumulo/scarto di partner, e la mancata corrispondenza è fallimento. Rabbia. L’Altro che manca ci mette al muro e, purtroppo, nessuno ci spara. L’Altro che manca non sparisce chiudendo la porta, ma quando la apre, tutto si compie in sola presenza di sé, quante che siano le persone in sala, e l’unica variazione è data dalla consapevolezza della totale assenza dell’Altro, che sia o non sia fisicamente lì. Possiamo chiamare amore il sentimento che proviamo per chi ci usa grazie alla sua capacità di farcelo credere, alla sua attitudine manipolatoria. Possiamo sentirci traditi da chi non percepisce differenza e passa ad altri, mentre lo siamo anche da chi trova faticoso cercare oltre noi. Le incrostazioni pongono la masturbazione in termini relazionali dato che se auto riferita non ha narrazione e se narrata ha una connotazione sporca. Dà fastidio/piace, è la stessa cosa. Puoi scrivere che hai mangiato un gelato al cioccolato, ma non di una sega o del tuo dildo; sul gelato like e commenti, sull’atto compromesso gelido silenzio, e qui davvero per la vera policy della comunità. Spero che sia a questo punto evidente come questa stessa scrittura sia una mise en abyme che si include in ciò che asserisce: faccio un po’ il Jim Morrison, ammesso che quella storia sia vera. Da un certo punto in poi, a vari livelli, sono sempre state le parole a indurmi al desiderio, le immagini raramente. Il fatto che il logos sia erogeno pare dare una maggiore legittimazione all’orgasmo che così sembra dialettico. L’immagine invece dimostra una sorta di autosufficienza che dalla visione esplicita trova soddisfazione nel meridiano tra occhio e sesso, senza nessuna interazione. Dal catalogo Vestro a YouPorn tutto sta ingabbiato in sé in una gamma che va dallo sfogo, passa per zone di conforto e arriva alla patologia. Ognuno si ferma nella tappa di pertinenza. L’arte è inclusa, con tutta la sublimazione che porta con sé, sino a Stendhal e alla Teresa del Bernini. E come la scrittura, questa scrittura, anche la lettura, anche adesso, voi lo state facendo, specie se vi piace, se non vi piace fa lo stesso, siete arrivati in fondo, forse volete godere nel giudicarmi, non so, non si gode sempre allo stesso modo.

Insomma, quando è che non accade?

Il post è scritto tutto di seguito per risultare faticoso da leggere, ho cercato anche di essere noioso.

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