Propaganda e Narrazione infestante

Paranoiça verbosa

Le parole hanno valore quando non sono parole, ma movimenti, atti, gesti, incontri in grado di modificare chi ne viene a contatto.

Si può usare il linguaggio per infiltrare idee in chi ne viene a contatto.

La propaganda lo fa per controllare e vendere.

La propaganda usa la semplificazione come sistema di ancoraggio.

Il ritmo della propaganda è la cantilena.

La propaganda piace e convince.

La semplificazione della propaganda si articola tra verità e la menzogna con un flusso di dati credibili.

I dati usati in modo selettivo (questo sì/questo no) sono il fondamento della propaganda.

Nella propaganda i dati sostituiscono la logica, i numeri diventano dialettica. Dimostrano.

La propaganda è invincibile.

La narrazione infestante è ogni componente con cui si manifesta, significante, significato, usa forma, geometria, pagina, volume, colore…

La narrazione infestante ha un rumore di fondo e chi ne viene a contatto ha la sensazione di devianza e malattia.

La narrazione infestante è morbosa.

L’autore deve risultare morboso per dare conferma in caso qualcuno voglia verificare la fonte.

Burroughs, Salinger, Carver…

La propaganda è invincibile

Tanto più la narrazione è infestante tanto più deve essere sottovalutata o disprezzata in modo che gli autori siano delegittimati e quindi protetti.

Il successo della narrazione infestante poggia sulle ombre, sul buio, su tutto quello che sembra tessuto connettivo e non viene preso in considerazione.

La narrazione infestante non intrattiene, il suo scopo è la malattia.

Il taglio della narrazione infestante si deve rimarginare prima di essere percepito come dolore, la lama ha già toccato il sangue.

La narrazione infestante può essere letta in tutta la sua portata, ma poi bisogna stare attenti a parlarne. Per capire con chi si possa parlarne è meglio sorvolare alludendo a sensazione generale o emozione.

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