Codice SABOKA

Immagino tu sia qui perché hai ascoltato SABOKA su YouTube.

Saboca, qui, in dialetto significa calzatura vecchia e rovinata, può essere una scarpa o una ciabatta, il termine definisce il suo stato di pessima conservazione.

Saboka è il nome che ho dato a uno dei protagonisti del mio primo romanzo, scritto nel 1991, Mucche Cannibali Mutanti, iniziali MCM, 1900 in numeri romani.

Nel romanzo, Saboka e suo fratello, di cui effettivamente non ricordo il nome, anche se con una rapida ricerca… avevano un’avventura in America Latina, nella città inventata(?) di Capesito, in prossimità di una centrale nucleare per cui le mucche…

Questo per dire che SABOKA parte da lontano.

Il pezzo si è aggregato, da gennaio 2022, attorno a uno scheletro sonoro e video già girati e destinati ad altro uso, e altri che nemmeno sapevo sarebbero arrivati.

Questo scheletro sonoro, traccia portante di SABOKA, è il codice di una .jpg, tratta da Mulholland Drive di David Lynch. Gli Analtalgic hanno preso questo codice e l’hanno fatto recitare al computer. Ne è risultato un pezzo piuttosto corposo di cui in un primo momento non è stata valutata la lunghezza, ma, visto che nel programma di editing musicale sembrava non finire mai, gli Analtalgic hanno verificato e se fosse stato conservato integralmente SABOKA sarebbe durata 3 giorni. Così hanno deciso che in trenta minuti sarebbero riusciti a dire quello che avevano da dire e lo hanno tagliato.

Altre tracce sonore, come gli uccellini dell’incipit c’erano già, ma non si pensava di usarle per SABOKA. Proprio i gorgheggi dell’inizio sono stati inseriti per ultimi, dopo che il testo recitato dall’unica voce umana è stato invitato da una donna che vive in America Latina.

Gli Analtalgic chiedono da sempre collaborazioni esterne, con letture, voci, suoni, idee, video, testi e quant’altro, ma sino a ora è arrivato assai poco. In questo caso dall’America Latina il testo recitato è arrivato in pochi minuti dalla richiesta. Gratitudine infinita mia e degli Analtalgic.

Con riferimento all’etimologia del titolo mi sono accorto poi che nel testo, recitato da voci sintetiche, per due volte si fa riferimento a calzature.

La storia dell’occhio, che fa da copertina al video, è una storia vera.

Spezzoni video sono arrivati mentre gli Analtalgic stavano componendo la musica e dimostrano che se voleste partecipare alla Tastiera in fiamme o a Soundroads la vostra privacy non correrà pericoli.  Potete inviare quello che ritenete opportuno a Tom o a Emily dagli indirizzi e-mail che trovate nella pagina Scambi su questo stesso sito.

PS. Quando insegnavo, nel corso di un consiglio professori, ho detto che tutto è codice e, davanti a facce scandalizzate dalla mia affermazione ho dichiarato, quasi urlato

Avete visto Matrix e non avete capito un cazzo.

D’altra parte, stamattina, girando per lavoro, ho visto come un ex cliente abbia appena apposto sulle sue insegne il logo che gli avevo proposto 10 anni fa. Fatto da altri, 10 anni dopo, evidentemente il fatto che nel Qoelet si affermi che

C’è un tempo per ogni cosa

dimostra che la si sapeva già lunga molto prima di Cristo.

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